La diretta di RAI 1, da Catanzaro, dei festeggiamenti del Capodanno 2026, merita plauso ed approvazione, nella prospettiva di avere valorizzato la città capoluogo con l’intera Regione, nella dimensione dei media nazionali.
Analogamente a quanto già avvenuto nei due anni precedenti, si è riusciti, anche questa volta, a rendere condiviso un avvenimento rituale e di spettacolo, operando alla pari, in uno scenario collettivo di luoghi fisici e mentali, fugando così pregiudizi e riserve d’ugni sorta, mostrando anche ciò che è bello, buono e di qualità.
Ciò detto, a prescindere dalla qualità artistica dello spettacolo che annualmente viene proposto al pubblico, ancorché filtrato da procedure e tecnicismi televisivi, resta di simbolico significato concettuale e dialettico, in seno al difficile processo, mai sufficientemente portato a termine, una vera e consolidata unificazione nazionale che si facilità anche attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione di massa.
Non vi è dubbio sulle costanti e retrogradi persistenze di divario ostentatamente ed ingiustamente celebrato, da più parti, che pone la nostra Regione sempre ai margini di tutto, restando catalogata, per becera maniera, sempre come “fanalino di coda” di ogni cosa buona che possa avvenire, rappresentando e sottolineando, non solo da parte dei media, del senso comune, solo primati nelle negatività!
Essere stato scenario della festa del Capodanno non vuol dire, però, assolversi. Significa, invece, assumere adeguata consapevolezza e maggiore impegno e responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso, nella prospettiva della partecipazione e del miglioramento.
Catanzaro, la Calabria tutta, la sua gente, è e può continuare ad essere bella e di qualità, senza dover passare per le varie gogne del pregiudizio e dell’idea di presunta superiorità di tutti gli altri, a tutti i costi, od anche, ahimè, rimanere attanagliata nelle catene mentali dell’idea di presunta ed irreversibile inferiorità che, non di rado, trova dimora anche nell’immaginario degli stessi calabresi…
Bello e brutto, efficienza e degrado, onestà e delinquenza si trovano ed annidano dappertutto e, non per questo, necessariamente, in Calabria, orbene a Catanzaro, di più, rispetto al resto dell’Italia!
Buon 2026.
Giancarlo Caroleo


