Nel pensare comune, la possibilità di rifare lustro ad un mezzo datato appare, soprattutto per i più giovani, impresa ardua e, per di più, inutile.
L’idea del restauro di un’autovettura oppure di una moto al fine di poterne farne largo uso adottandole addirittura come “primo mezzo” non rientra più nel pensare comune, a differenza di come avveniva fino ad una ventina di anni addietro.
Le ragioni di tale fenomeno sono molteplici e tutte collegate; ma, in primis, l’inadeguata conoscenza dei processi di rinnovazione e di recupero dei mezzi di trasporto che, opportunamente attuati, li riconducono a nuova vita, ne è, forse, la causa prima.
Anche i condizionamenti ed i luoghi comuni, assai diffusi, non inducono il possessore di un’auto o di altro mezzo di recente datazione (anche riferita all’arco temporale di un ventennio) a pensare di recuperare in efficienza e sicurezza un mezzo che più facilmente potrebbe portato alla rottamazione, anche se ancora marciante e potenzialmente restaurabile.
Tra le ragioni cui sopra genericamente si è fatto cenno, insistono quelle della pubblicità e dell’apparente offerta del mercato dei mezzi di locomozione, nella giungla impazzita delle promozioni che vengono date come “irripetibili e convenienti” salvo, poi, averne consapevolezza il giorno seguente l’enfasi dell’acquisto del mezzo nuovo.
Insomma, tra il vezzo del “…non ti conviene buttare soldi su di un’auto passata” e quello dell’ostentazione del “nuovo che è sempre nuovo”, si opta per l’acquisto di un nuovo mezzo, preferendo rottamare quell’auto o quello scooter che ci ha portati per anni di qua e di là!
Quale possa essere una sana alternativa’ Sicuramente quella di ragionare sull’opportunità di restaurare e mettere in sicurezza la nostra vecchia auto, così come quello scooter che da anni giace in garage.
Un buon progetto di restauro, se oculato e seguito direttamente al proprietario del mezzo, risulta assai conveniente e funzionale, talché ottima alternativa all’acquisto del “nuovo”, sia in termini economici, sia rispetto alla passione ed alla piacevolezza di continuare ad utilizzare la propria vecchia auto o moto che sia…
Così, anche per gratificare la passione ed il sentimento, fugando il rischio di diventare automi e meri conduttori passivi di un aggeggio usa e getta, senz’anima, essendo sempre pronti ad accompagnarlo, senza indugi e con indifferenza alla discarica, oppure alla rottamazione.
E, cosa ancor più grave, senza essere mai capaci di pentircene!
Giancarlo Caroleo


