LA TORPEDO BLU

Ritorna “La Torpedo Blu”, breve momento di piacevole revival di quei mezzi che hanno positivamente segnato una porzione del nostro vicino passato, rubrica che utilizza, per darsi un connotato, lo stesso titolo di una famosissima canzone del Maestro Gaber il cui valore, anche nel suo caso, il tempo non cancella!

 

 

In questo nostro tempo, la sensibilità collettiva promuove l’idea dei “riusi” di materiali, ambienti, edifici e quant’altro ormai dismesso, risultato utile e funzionale nel passato, possa risultare altrettanto utile e funzionale anche oggi.

Ebbene, nell’alveo di tali “riusi”, nell’ambito della autovetture, sarebbe auspicabile che tornasse utile, ancorché funzionale, ripensare alla valorizzazione delle “quadrature degli spazi”, ad esempio degli spazi  dei portabagagli, dei portaoggetti, delle tasche interne all’abitacolo e congeneri, rispetto alle imperversanti forme tondeggianti che si trovano in ogni dove. Sembrerebbe un falso problema, ma è esattamente il contrario. Infatti, nelle auto di oggi, per lo più ogni spazio concepito per una sua utilità (ad esempio i portaoggetti interni…), si traduce in uno spazio che di fatto risulta quasi “in-utile”, perché in esso sono presenti concavità tondeggianti che non permettono di riporre, al suo interno, quasi nulla, se non qualche oggettino di  dimensioni ridotte, visti i limiti delle angolature degli spazi medesimi. E, questo, è solo un esempio: è accettabile (tanto per fare  altri concreti riferimenti), che a fronte di auto utilitarie e non, che oggi assumono dimensioni quasi mastodontiche, solo in pochi casi sia possibile riporre  nei rispettivi cofani un ombrellone congiuntamente ad una piccola spiaggina? E’ accettabile, ancora, che in un abitacolo, sebbene super imbottito, non ci sia il posto per appoggiare, senza che cada in terra alla prima curva, un telefonino? E così via…

Pur apparendo come un’esagerazione, forse potremmo essere nostalgici della comodissima tasca del cruscotto dell’ormai mitica Panda 30, oppure dell’immenso cofano della benemerita 131?

Tanto detto che sia un auspicio: i nostri bravi disegnatori avranno modo di ripensare le forme, valorizzando un po’ di più la funzionalità e la comodità, rispetto alle sinistre tendenze di perseguimento di forme stilistiche che, seppur pregiudizialmente ritenibili “più belle”, sono evidentemente “più scomode e poco funzionali”, per automobili che, in quanto macchine, discendono dall’idea di migliorare facilitare la vita e non dall’idea opposta!