I trofei li ha vinti tutti, o quasi, i record li ha battuti tutti, senza “quasi”.

E allora al di là di ogni trofeo, al di là di ogni record, al di là dell’iconico dualismo con l’altro fenomeno, nonché storico rivale, la domanda che sorge spontanea è: perché? Perché dopo vent’anni a livelli irraggiungibili per chiunque, Cristiano Ronaldo è dato impietosamente in pasto alla gogna mediatica?

Prima le aspettative, altissime, poi la sfortuna e la cocente delusione di un sogno sfiorato.

Le ambizioni dell’Italia si sono infrante contro un Canada tenace e brillante, che ha saputo cogliere le proprie opportunità per superare nell’ultima sfida decisiva gli azzurri di Filippo Volandri.

È stata questione di attimi, istanti effimeri in cui ciascuno dei nostri ragazzi si è ritrovato a pensare a cosa è stato e cosa invece avrebbe potuto essere. Ma in fondo, la bellezza del tennis è fatta proprio di questi attimi, che nel bene e nel male sugellano momenti sportivamente indelebili, consegnandoli all’eternità.

Il 23 settembre 2022 si è consegnato alla storia del tennis mondiale come il giorno del passo di addio di Roger Federer.

A Londra, nell’ultima edizione della Laver Cup, l’ex numero uno del mondo ha calcato il campo di gioco per un’ultima volta, al fianco del suo eterno rivale – poi divenuto grande amico – Rafael Nadal.

In quella data lì sembra che il tempo si sia fermato, lasciando il solco di una spaccatura indelebile che resterà incisa per sempre negli occhi di chi ama questo sport.